Onorevoli Fiano e Boldrini, lo confesso, sono un fascista!

Onorevolissimi, democratici e antifascisti, Fiano e Boldrini, lo confesso, sono un fascista! Intendiamoci, non mi vesto con camicia nera, il sabato non partecipo ad adunate in stile Balilla, confesso di preferire il the, servito in stile perfida Albione, al Karkadé dell’Abissinia, lo Champagne al Prosecco e alle bollicine di una certa zona spumantistica bresciana, il Cognac e l’Armagnac alla nostranissima grappa o sgapa.

Adoro le canzoni di Alberto Rabagliati o del Quartetto Cetra (si rassicuri Fiano, uno dei componenti, Antonio Savona, era ebreo come lei,  marito di Lucia Mannucci, figlia del mio pediatra long time ago) perché sono bellissime, piene di energia positiva e di entusiasmo, un milione di volte meglio della pseudo musica di tali Bello Figo o Fedez. Vuoi mettere lo swing dell’Orchestra del Maestro Pippo Barzizza?

Pensandoci bene, non sarebbe male che anche Renzi o Gentiloni, cognome che evoca un patto che fu il principio della fine di una meravigliosa utopia rivoluzionaria, il sogno di creare un uomo nuovo, pensassero ad utilizzare anche loro, come fece lo Zio Ben, C’è una casetta piccina (Sposi) come inno ufficiale di una campagna demografica la cui urgenza sostiene anche un quotidiano serio, raffinato e colto come Il Foglio…

Vengo subito al dunque, alla mia auto-confessione. Al mio “coming out”. Ieri pomeriggio mi aggiravo per la mia Milano (ci sono nato, non ci vivo, ma la adoro) sforzandomi di convincermi che fosse bella quanto Londra (da cui sono tornato dopo tre giorni magnifici sabato…), per un appuntamento che avevo in una zona che conosco benissimo e che mi evoca mille ricordi. La zona, la colloco a grandi linee per coloro che, ahiloro, non conoscono la vera capitale d’Italia, posta tra il Castello Sforzesco, la via Dante che conduce in Piazza Duomo e la sede dell’Università Cattolica, e Sant’Ambrogio.

Ero lì, all’angolo tra corso Magenta e via Carducci, quando ho alzato lo sguardo e.. meraviglia e vergogna! Di fronte a me, statuario, eroico, possente, questo palazzo immortalato nella foto d’apertura. Un palazzo dall’inconfondibile, provocatoria, politicamente scorretta, architettura fascista. Fascistissima!

Cosa ho fatto dunque, annullando l’appuntamento con una bella donna (per di più non italiana, ma straniera)? Sono subito andato in Questura ad autodenunciarmi per indiretta, ma ugualmente colpevolissima, apologia del disciolto regime fascista, in base alla moderna, intelligentissima, indispensabile, attuale, doverosa, inderogabile proposta di legge avente come firmatario l’onorevole Emanuele Fiano e intitolata “”Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”. E ho pensato di scrivere a voi, illuminate figure della migliore Sinistra italiana (figuriamoci la peggiore…) confessando la mia colpa e chiedendo una giusta, sacrosanta punizione.

Anche perché confesso di aver letto, anzi divorato, articoli come questo e quest’altro. E persino, roba da pazzi!, quest’ultimo. Non basta la scusante che mi occupo di vino, scrivo di vino, cose come questa non devono figurare on line. Urge una purga. Staliniana, come piace a voi e ai vostri amici… Quelli del 1944-45, del Triangolo della morte, del martirio di una 13enne, Giuseppina Ghersi, colpevole solo di aver scritto a Mussolini, stuprata e ammazzata dagli “eroici” partigiani…

Il vostro reprobo, ma auto-confesso e quindi avviato sulla via di una democratica presa di coscienza e antifascista, ça va sans dire, franco tiratore, pardon, Franco Ziliani…

Attenzione!

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