700 persone e più si ricordano del mio compleanno: ma non mia figlia

Cronaca di una giornata iniziata bene e finita in vacca…

“È uno di quei giorni che
Ti prende la malinconia
Che fino a sera non ti lascia più…”

Ringrazio nuovamente, di tutto cuore, tutti coloro che si sono ricordati di me e mi hanno fatto gli auguri per i miei 61 anni. Tra le persone che mi hanno indirizzato loro messaggi su Linkedin, sui miei account Twitter e Facebook (oltre 500 ma non posso rispondere, perché il “simpatico” social network mi ha democraticamente bloccato da due settimane) oppure via mail, sms o telefonate, siete stati più di 700 a ricordarvi di me. Spesso con parole ed espressioni che mi hanno commosso.

All’appello è mancata una sola persona, quella che, erroneamente, pirla come sono, consider(av)o la più importante, mia figlia. Ho una sola figlia, classe 1985 (buonissima ma non eccezionale annata nel Barolo) e non ho di certo un ottimo rapporto con lei, che, come me, ha carattere, un pessimo carattere. E tantissimo talento. Fa la copy writer, di riconosciuta capacità, compone canzoni (in inglese) e tiene concerti, scrive benissimo di musica, sa l’inglese un milione di volte meglio di me, il tedesco e il francese (non come me).

Ed io, non accampo scuse, so di essere stato un pessimo padre e marito. E non il padre che lei avrebbe meritato e voluto. Lo so bene e non nascondo la testa sotto la sabbia come uno struzzo. Ma anche agli assassini ormai, in questo merdoso mondo in cui ci tocca vivere, si offre una possibilità di riscatto. A me no.

Oggi il suo mancato augurio (so già le scuse che troverà, è bravissima anche in questo: le si è spento il telefono, si è dimenticata, dormiva, aveva cento cose da fare. Aveva di meglio da fare che telefonarmi, o mandarmi una mail, un messaggio, anche mediante piccione viaggiatore. Tanto abitiamo a dieci minuti di distanza…

Sono le cose che capitano a noi genitori con i trentenni, arrembanti, di oggi, che forse ci considerano ruderi da “Baggina”, ingombranti presenze che, credono impediscano loro di emergere. Siamo gente che ha fatto il proprio tempo, che non serve più e dà fastidio…

Dovremmo esserci abituati. Io non lo sono e oggi, oltre a rovinarmi il compleanno, i programmi (niente di speciale) che avevo, mi ha provocato un dolore, sordo, acuto, da cui non riesco a riprendermi. Non importa, domani non sarà più il mio compleanno, domani viaggerò (e chissà se ci arriverò) verso il 62. Domani è un altro giorno, si vedrà….

“E non c’è niente di più triste
In giornate come queste
Che ricordare la felicità
Sapendo già che è inutile
Ripetere “chissà?
Domani è un altro giorno, si vedrà”

Attenzione!

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9 pensieri su “700 persone e più si ricordano del mio compleanno: ma non mia figlia

  1. Erano in tre. Era la santa pasqua. Ma accidenti era anche il mio sessantesimo compleanno. Per la pasqua avevano invitato una ventina di amici. A casa mia. Nell’aia della mia casa del cuore.
    Poi si sono anche ricordati di me.
    Mamma se vuoi facciamo pasqua con gli amici.
    Sono andata. Con un filo di residua speranza.
    Mi sbagliavo. Masticavo di malavoglia.
    Al momento del dolce, un brindisi.
    Mentre levavano i bicchieri ho chiesto un momento di silenzio
    Poi ho parlato.
    Grazie, davvero, grazie! Non mi meritavo una festa così anche con gente venuta da lontano …
    Tutti ammutoliti. I tre non capivano. Poi di colpo si sono resi conto …

    I figli sono a volte così. E magari se ne rendono conto tardi.
    Non essere troppo amaro.
    Auguri.

    1. grazie Silvana, una testimonianza da mamma (e di che figlie, ne conosco il “caratterino”, sicuro che non siano apparentate con mia figlia?) molto preziosa. Ti abbraccio. Come dicono ‘a Napule “i figli so’ piezz…’e core”. Ma spesso é un core ingrato…

  2. Mi dispiace molto, Franco, da papà.
    Le mando un abbraccio, e spero di fare due chiacchiere con lei domani al Westin Palace degustando un buon Letrari rosè…
    Buona domenica!

    Sergio

  3. Sono Eliana, la mamma.
    Naturalmente occorreva sfogarsi scrivendolo sul blog…
    Beh, oramai, pare non sia lo stesso se quello che ci accade non viene reso pubblico.
    Ed allora cerchiamo di dire, almeno, la verità!
    Sì, fino alle ventidue Valentina aveva il telefono spento, ma poi ha provato a chiamarti per augurarti buon compleanno e tu non hai voluto rispondere per punirla.
    Troppo tardi, troppo poco?!
    Erano le ventidue del 23 settembre, era in zona Cesarini, ma la giornata, anche quella giornata!, sarebbe terminata alle ventiquattro.

    1. in questo post, che ormai ha assunto il tono della pochade, poteva mancare la voce della Mamma della figlia smemorata? Naturalmente no, e in attesa che intervengano anche la Boldrini, il papa filo invasori, Fabio Fazio ed il Mago Otelma, ecco parola libera alla mia adorata ex moglie. Così abbiamo mandato una cosa, che voleva essere seria, in vacca…

  4. Nella vita sbagliamo, da figli e da genitori , purtroppo . E’ difficile da mandare giù quanto accaduto, ma sicuramente i sentimenti che ha manifestato in questo articolo , faranno riflettere anche sua figlia e perché no anche lei è tutti noi . Un caro saluto

  5. Queste storie personali e famiglari fanno male al cuore , molto male. Sto vivendo da 3 anni una storia simile : alla morte del mio unico ed indimenticabile fratello avvenuta 5 anni fa , la mia ex cognata ha rotto ogni rapporto con me e tutta la mia famiglia. Cosa molto più grave è che i suoi figli , i miei nipoti , da 3 anni non vanno più a trovare l’anziana nonna ( mia madre ), facendola soffrire giorno dopo giorno. Comportamenti inconcepibili ed immotivati nei confronti di una nonna di 88 anno. Fossero vivi mio padre e mio fratello queste assurdità non sarebbero mai avvenute.
    Cose che lacerano il cuore

  6. Fammi capire, tu puoi rendere pubbliche cose private riguardanti la sfera familiare e, nemmeno raccontando come siano in realtà successe (ammesso e non concesso che interessino o debbano interessare i lettori…), ed io se replico mando tutto in vacca?

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