Fughe di giovani cervelli all’estero, uno dei grandi drammi italiani di oggi

Si parla spesso di fughe di cervelli italiani all’estero…. Guardate questo filmato disponibile su Youtube. E’ una campagna umanitaria realizzata per Unicef, per sensibilizzare sul terribile problema dell’acqua, della mancanza di acqua, in molti Paesi africani o del mondo meno fortunato del nostro Occidente ormai marcio e corrotto. Un Occidente al Tramonto, come avrebbe detto Oswald Splengler

Per far capire che per molti bambini il poter disporre di acqua comporta dover fare lunghi chilometri per trovarla…

Per far capire che in Africa l’acqua, insieme a tanti altri, continua ad essere il vero problema numero uno.

Guardatelo questo filmato, stupendo, suggestivo, commovente.. E’ ovviamente girato in inglese ma credo che tutti siano in grado di coglierne il messaggio…

E dopo esservi commossi, oltre a pensare seriamente di fare qualcosa per aiutare a cambiare le cose, a far sì che tanti bambini in Africa non debbano morire di sete, (pensiamoci insieme, qualcosa possiamo e dobbiamo farlo, qui le istruzioni), riflettete su un altro aspetto.

Questa campagna umanitaria per Unicef é stata realizzata da una ragazza italiana, non importa il suo nome, una ragazza che ha scelto di andare a vivere e lavorare negli Stati Uniti.

Una ragazza in gambissima, che ha lavorato per importanti società e agenzie e che ora ha creato una propria società, che in Italia non trovava da lavorare o alla quale diverse società avevano offerto impieghi umilianti rispetto agli studi in importanti Istituti e Università all’estero che la ragazza aveva fatto. Negli Stati Uniti ha potuto esprimersi e realizzare questo piccolo capolavoro di comunicazione creativa.

Perché non le é stato concesso di farlo in Italia? Perché tanti giovani italiani, bravi, capaci, preparati, senza grilli per la testa, che desiderano solo lavorare, imporsi, farsi una strada, guadagnare, magari mettere su famiglia, vedono le loro legittime ambizioni frustrate?

Perché scelgono di andare a vivere, lavorare, affermarsi, farsi rispettare, a Londra, New York, Parigi, Berlino, Barcellona, ecc.? Quest’anno, a Parigi e soprattutto nella Londra dell’incognita Brexit, ne ho incontrati tanti e da ognuno di loro ho imparato qualcosa. E tutti mi hanno fatto capire quanto pesasse loro il non potersi esprimere in Patria…

Ragazzi che magari sognano ancora un’Italia che dia loro spazio e modo di esprimersi, che sperano che le cose combino, che l’Italia sia un Paese meno squallido, ridotto allo sfacelo, incasinato, pasticcione, sprecone, di quello che ha costretto loro ad andarsene…

Pensate a queste cose, cari connazionali, cari compatrioti Italiani, quando andrete, quando andremo a votare, e scegliete solo le persone e i movimenti che vi diano garanzie di cambiare le cose, di impegnarsi a farlo. Che vogliano coinvolgere e impegnare queste giovani generazioni, queste giovani energie, e non costringerli ad emigrare…

Attenzione!

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3 pensieri su “Fughe di giovani cervelli all’estero, uno dei grandi drammi italiani di oggi

  1. è dɑ due ore che giro ρeг la rete e questo Ьlog è l’unica
    cosa attгaente che ho visto. Molto affascinante.
    Se tutte lе persone cche creano pagine web si preoccupassero di offrire mаteriale аᴠvincente come il tսo il
    web sarebbe certamente molto ⲣiù facile da leggere.
    Continua così.

  2. Оla un mio collega mi ha segnalato l’indirіᴢzo di ԛuesto sito e sono venutⲟ a vedere com’è. Mi piace рarecchio. Subito aggiunto trа i ⲣreferiti.
    Splendido blog e temрlate magnifico!

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